• Chiara Bassi

Il bene vince

Buone Notizie in Emilia Romagna

 

 

Lo scorso martedì 19 marzo abbiamo partecipato, presso l’Antoniano dei frati minori a Bologna, alla 2° tappa di Buone notizie in viaggio, il primo Tour di Buone Notizie – L’impresa del bene, il settimanale del Corriere della Sera che racconta le buone pratiche del Terzo Settore e le storie positive del nostro Paese. L’evento, coordinato da Elisabetta Soglio - responsabile dell’inserto - e introdotto da 50 bambini del coro dell’Antoniano, è cominciato con la condivisione di alcuni dati importanti riguardanti il Terzo Settore in Emilia Romagna.

L’ Emilia Romagna, terra di grande umanità e con la preoccupazione per il prossimo insita nel dna, è stata presentata come modello di sussidiarietà, una regione che si autoalimenta, cresce e dà lavoro. Guida, infatti, la maggior parte delle classifiche del Terzo Settore: sono oltre 800 le cooperative sociali attive che danno lavoro a 43 mila persone, il tasso di povertà è un terzo della media nazionale; solo il Trentino e la Valle d’Aosta hanno tassi migliori. I problemi non mancano, ma il volontariato reagisce.

 

Altri dati del Terzo Settore in Emilia-Romagna

I beni di gratuità

 

Sul palco sono intervenuti, poi, vari rappresentanti di enti non profit che operano sul territorio di Bologna (da piccole associazioni a realtà già storicamente affermate) che hanno raccontato brevemente la loro realtà e il loro operato e ci hanno dato una testimonianza tangibile della creatività, della bellezza e dell’incidenza sulla realtà che è possibile generare, quando ci si mette insieme per provare a rispondere ai bisogni che si incontrano.

 

Al centro dell’evento, un’interessante conversazione tra il professor Stefano Zamagni, l’assessore al welfare Marco Lombardo e Teresa Marzocchi, responsabile del progetto “Insieme per il lavoro”, un dialogo che ha offerto una panoramica sul futuro del mondo non profit e tanti spunti interessanti su cui riflettere, tra questi in particolare, vogliamo condividere quello offerto dal professor Zamagni sulla distinzione tra beni di giustizia e beni di gratuità.

 

«L’errore in cui ci hanno indotti è di credere che una società potesse vivere in stato di felicità soltanto con i beni di giustizia forniti dallo Stato», ha detto Zamagni. «Invece i beni di gratuità, che ci legano l’uno all'altro, sono indispensabili. È la motivazione ideale che spinge le persone a mobilitarsi. Se vediamo gli enti soltanto con l’occhiale del funzionalismo non ci sarà un nuovo umanesimo. Bisogna investire di più in cultura per non appiattirci su un meccanismo di tipo anglosassone, che considera gli enti soltanto in base a quello che fanno. La filantropia non potrà mai produrre quegli stessi beni di gratuità. Ma i nostri politici non riescono a capirlo».

 

L’evento si è finalizzato con un’intervista di Marco Imarisio - Editorialista del Corriere della Sera a Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, e con l’esibizione della Banda Rulli Frulli (Fondazione Andreoli)

 

Lodo Guenzi (a destra) cantante de Lo Stato Sociale e Marco Imarisio

Maila Quaglia resp. Cooperativa Sociale Il Nazareno

 

In sintesi, è stato un momento molto significativo che ha reso evidente agli occhi di tutti i presenti che il bene vince. Siamo in un momento storico che, anche grazie ai media, sembra dominato da tragedie, da difficoltà e problemi. Esistono invece tante storie e iniziative positive che la gente ha bisogno di conoscere.

Come diceva Aristotele: “La virtù è più contagiosa del vizio - a patto che venga fatta conoscere"

 

Per questo: Grazie Buone Notizie! Anche per noi, che incontriamo quotidianamente queste realtà, partecipare a questo evento è stata la possibilità di riguardare con un gusto ancora maggiore al nostro lavoro, un gusto che nasce dalla consapevolezza che, accompagnare le organizzazioni non profit in un percorso per la propria sostenibilità, sia effettivamente il primo modo per contribuire all'esistenza di tanti “beni di gratuità”.

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