L’ARTE COME PRESERVATIVO DELLA LIBERTÀ’

Sono nella cantina di San Lorenzo dove ho realizzato una installazione multimediale credo dignitosa, grazie alla collaborazione improbabile ed imprevedibile di 3 donne: Laura con cui condivido tutto da 13 anni, e poi Julia ed Esmeralda che si sono prodigate per il buon esito di questa piccola ma ricca raccolta di opere prodotte in periodi diversi. Le immagini virtuali a cui lavoro quasi da vent'anni si interfacciano a opere pittoriche a cui lavoro da sempre. Siamo in ambiente cinese mentre in contemporanea si ascoltano polemiche sul macro e le nuove possibilità espressive che dovrebbero affacciarsi alla ribalta del presunto nuovo! Dal mio punto di vista di settantenne mi sento di riaffermare che l'arte non ha prezzo ma che il suo ricavato è un costo esistenziale immenso e intenso assimilabile all'avventura intellettuale. Com'è noto nemo propheta in patria e devo ringraziare la direttrice di questo spazio Madame Hu Lanbo che con grazia e signorilità (si tratta di una scrittrice) affronta coraggiosamente l'infido e fetido territorio della cultura in questa ahimè ex nazione. Sento dire che siamo nell'era della post democrazia il che purtroppo non può che essere condiviso ma non in quella del post nepotismo o della post corruzione. E’ una poco lieta novella barbarie che sta aggredendo spero non irreversibilmente la vita sulla ex terra e in questa triste consapevolezza come artista non posso che maledire l’ignoranza di chi al posto di adorare un vitello d’oro preferisce un carro di lamiera luccicante. Ritengo che il Libro dei Mutamenti non possa essere seriamente inteso in assenza di una riflessione di tipo formale circa la struttura interna degli Esagrammi (si veda il prototipo di GENERATORE DI ESAGRAMMI prodotto dal Laboratorio TAOmaturgia) e i loro possibili ordinamenti/patterns nonché il meccanismo di generazione degli stessi come altresì non si può ignorare la loro veste binaria. Per quanto riguarda l’aspetto letterario col tempo ho iniziato a intravedere un sospetto narrativo come la latitanza di un io raccontante. Ho sognato ad occhi spalancati i 64 Esagrammi a colori e quella visione/miraggio mi costringe alla mission divulgativa. Ma bisogna avvicinarsi al traguardo dello sguardo.

Roma, 21.6.2019

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