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Mediobanca: la mossa di Del Vecchio aumenta l’appeal

 

 

 

MILANO. La mossa di Leonardo Del Vecchio, diventato a sorpresa terzo azionista di Mediobanca con una quota del 6,9%, piace alla Borsa dove il titolo segna un rialzo dello 0,7% a 9,586 euro. Il blitz del fondatore di Luxottica, già terzo socio col 4,9% di Generali, dove la banca ha il 13% e Caltagirone il 5% dà nell' immediato appeal speculativo all'istituto milanese. E apre scenari sugli equilibri futuri nel Leone (+1%) così come domande su un possibile asse con Unicredit, che della banca milanese ha l'8,8%, seguito da Vincent Bolloré (al 7,8%). La 'scalata' di Delfin è avvenuta in una manciata di giorni con acquisti sul mercato: da una quota poco sotto il 3% accumulata di recente lontano dai riflettori la holding di Del Vecchio ha superato l'altra soglia rilevante del 5% per poi comunicare pubblicamente, dopo averlo fatto informalmente all'indirizzo di Mediobanca, di essere arrivata al 6,9%. Si tratta di una quota che alle quotazioni attuali vale poco meno di 600 milioni per un investimento che vuole essere di lungo periodo. Guardando alle Generali gli analisti di Equita non vedono aumentare, nel breve, le probabilità di uno spin-off della quo- ta nel Leone perché - argomentano - Del Vecchio a parità di ammontare investito avrebbe potuto acquistare una quota superiore con un investimento diretto (2% invece di 1%). Né si attendono una mossa ostile di Unicredit su Mediobanca: seppur giudicata da Equita sensata dal punto di vista strategico e finanziario, considerando anche che le due banche operano entrambe da concorrenti nell'investment banking, modificherebbe in modo rilevante gli assetti di governance del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier. Più facile che con un proprio rappresentante nel Cda di Piazzetta Cuccia, al rinnovo previsto fra un anno, il nuovo socio Delfin possa pesare di più anche sulle scelte in Generali, che ha rinnovato senza grandi variazioni il board la scorsa primavera in base alla lista messa a punto da Piazzetta Cuccia senza coinvolgere i soci privati (ci sono anche i Benetton) per evitare di andare incontro a rilievi su un concerto. Più rassicurante la lettura di Banca Akros secondo cui l'intervento di Del Vecchio non mette a rischio gli attuali vertici di Mediobanca, anzi supporta l'attuale squadra di manager che con l'ad Alberto Nagel presenteranno il 12 novembre, dopo l'assemblea del 28 ottobre, il nuovo piano industriale. Da vedere invece se Del Vecchio farà pesare la sua presenza nello scontro sullo Ieo che, a fianco di Unicredit, lo ha apposto a Mediobanca.